Sonntag, 26.05.2013
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La Grecia in casa
Sendung vom 18. Juli 2012
Dopo l'allarme default in Sicilia, il presidente del Consiglio Mario Monti scrive al governatore Raffaele Lombardo, che rassicura: lascerò come stabilito.
Il caso è esploso a seguito della certificazione della Corte dei Conti di un buco di più di 5 miliardi di euro nel bilancio della Regione. L'allarme default viene poi lanciato dal vicepresidente di Confindustria, Ivan Lo Bello, che ammonisce: stipendi e pensioni sarebbero a rischio. Lo Bello chiede quindi l'intervento diretto del governo Monti, affinché controlli il bilancio siciliano. Lo scenario che si presenta è quello di un'amministrazione "allegra" che ha fatto per decenni spese folli e che, per questo, ha richiamato su di sé anche l'attenzione di Bruxelles, che, come se non bastasse, ha deciso di sospendere il pagamento di un piano di spesa da 600 milioni. Dei 20 miliardi che l'UE ha inviato in questi ultimi dodici anni alla regione a Statuto speciale, solo il 9% sarebbe stato speso in maniera consona. La richiesta scritta del presidente del Consiglio Monti fa presagire l'intenzione di un commissariamento volto proprio a tutelare le risorse dei fondi comunitari, oltre a bloccare la facoltà di Raffaele Lombardo di fare nuove nomine ed assunzioni che porterebbero direttamente alla bancarotta. Su Raffaele Lombardo, intanto, pende l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Reato che portò alla condanna del suo predecessore, Totò Cuffaro.
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